La Juventus ha ufficializzato la cessione a titolo definitivo di Mattia Perin al Palermo. Il comunicato del 26 agosto chiude un rapporto cominciato nel 2018 e riassunto in due numeri: 71 presenze e quattro trofei. Le presenze sono maturate nelle sei stagioni e mezza passate davvero in rosa, perché in mezzo c’è stato un anno e mezzo di prestito al Genoa: fanno poco più di undici partite a stagione, ed è esattamente questo il punto di partenza per capire perché un portiere di trentatré anni scende in Serie B.
L’operazione in sintesi
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Giocatore | Mattia Perin |
| Nato il | 10 novembre 1992 (33 anni) |
| Luogo di nascita | Latina |
| Ruolo | Portiere |
| Altezza | 1,88 m |
| Da | Juventus |
| A | Palermo FC (Serie B) |
| Formula | Titolo definitivo |
| Contratto | Triennale secondo la stampa, importi non comunicati |
| Alla Juventus dal | 2018 |
Sei stagioni e mezza e settantuno partite
Perin arriva alla Juventus nel 2018 dal Genoa, dopo una carriera costruita in salita: il settore giovanile rossoblù, i prestiti a Padova in Serie B e a Pescara in Serie A, dove viene indicato come uno dei migliori portieri della stagione nonostante la retrocessione della squadra, e poi gli anni da titolare a Genova.
Quello che succede dopo è il mestiere del secondo, con in mezzo una parentesi che da secondo non è: il 2 gennaio 2020 la Juventus lo cede in prestito al Genoa, il prestito viene rinnovato per tutta la stagione 2020-21 e da titolare rossoblù Perin gioca 21 partite di Serie A nel 2019-20 e 32 nel 2020-21, 53 in totale, prima di tornare a Torino nell’estate del 2021.
Settantuno presenze nelle sei stagioni e mezza passate in rosa significano una manciata di partite di coppa, qualche turno di campionato quando il titolare rifiata, e lunghe settimane in cui il lavoro consiste nell’allenarsi bene e restare pronto per una chiamata che può non arrivare. È un ruolo che richiede una disciplina particolare, perché la prestazione va costruita senza il ritmo che solo il giocare dà.
Il comunicato bianconero lo saluta usando parole come affidabilità e dedizione, che nel linguaggio dei club sono i complimenti riservati a chi ha fatto bene un lavoro poco visibile.
Perché adesso, e perché il Palermo
Il tempismo non è casuale. In nove giorni la Juventus ha rifatto l’intero reparto: il 18 agosto è arrivato Guglielmo Vicario dal Tottenham in prestito, il nuovo titolare; il 25 Michele Di Gregorio è andato al Bournemouth in prestito e Kamil Grabara è arrivato dal Wolfsburg in prestito con diritto di riscatto; il 26 è uscito Perin. Quattro movimenti che spostano una gerarchia intera.
Dall’altra parte c’è un club che ha bisogno di certezze. Il Palermo ha chiuso la Serie B 2025-26 al quarto posto con 72 punti, uscendo in semifinale playoff mentre in Serie A salivano Venezia, Frosinone e, dai playoff, il Monza. Nel frattempo il reparto portieri si è alleggerito: Alfred Gomis se ne è andato a parametro zero e Sebastiano Desplanches ha rinnovato con il Palermo ed è stato girato in prestito al Frosinone. In rosa restano Jesse Joronen, Mattia Fortin e Manfredi Nespola, e la stampa collega l’urgenza dell’operazione proprio all’infortunio alla spalla di Joronen.
Sullo sfondo c’è la proprietà. Il Palermo è controllato al 94,94 per cento dal City Football Group, con Dario Mirri presidente e Filippo Inzaghi in panchina. È un club che da tre stagioni prova a salire e che ogni volta si ferma un gradino prima.
Cosa compra davvero il Palermo
Non compra un portiere in ascesa, e nessuno finge il contrario. Compra un professionista che ha giocato in Serie A per un decennio, che conosce lo spogliatoio di una squadra abituata a vincere e che in Serie B, per rendimento e per abitudini, dovrebbe collocarsi sopra la media della categoria.
C’è anche un aspetto meno tecnico e non meno concreto. Una squadra che ha perso tre volte l’occasione della promozione porta con sé una fragilità che si vede nei minuti finali delle partite pesanti. Prendere un giocatore che quelle partite le ha vissute dall’altra parte, in un contesto dove perdere non è contemplato, è un modo per intervenire su quella fragilità senza comprare un centravanti.
La lettura della scelta
Il calcio racconta spesso questi passaggi come ridimensionamenti. Vale la pena rovesciare il punto di vista: a trentatré anni un portiere ha davanti quattro o cinque stagioni buone, e la differenza fra passarle in panchina e passarle in campo non è economica, è di mestiere. Un portiere che non gioca perde riflessi, tempi di uscita, lettura delle traiettorie. Sono cose che l’allenamento mantiene ma non sostituisce.
Perin ha scelto di giocare. Se il Palermo salirà, sarà stata la scelta giusta due volte. Se non salirà, resterà comunque la stagione in cui un secondo portiere ha scelto di tornare in campo.
Fonti: comunicato ufficiale della Juventus, stampa sportiva nazionale e siciliana, archivi statistici pubblici e voci enciclopediche. Nessuno dei due club ha diffuso importi: le cifre circolate su ingaggio e bonus sono indiscrezioni di stampa e come tali vanno lette.
Domande frequenti
Quando è diventato ufficiale il passaggio di Perin al Palermo?
Il 26 agosto 2026. La Juventus lo ha annunciato con un comunicato che parla di trasferimento a titolo definitivo e ripercorre il percorso del portiere in bianconero dal 2018: 71 presenze e quattro trofei.
Che contratto ha firmato Perin con il Palermo?
La stampa siciliana e nazionale parla di un contratto triennale. I due club non hanno diffuso importi: le cifre di ingaggio e gli eventuali bonus legati a presenze e promozione circolate in queste ore sono indiscrezioni, non dati confermati.
Chi è Mattia Perin?
Un portiere italiano nato il 10 novembre 1992 a Latina, alto 1,88 metri. Cresciuto nel Genoa, ha esordito in Serie A nel 2011 e ha giocato in prestito a Padova e Pescara prima di diventare titolare in rossoblù. Dal 2018 era alla Juventus.
Quante partite ha giocato Perin con la Juventus?
Settantuno presenze e quattro trofei: sono i numeri del comunicato del club, che indica il 2018 come anno di arrivo e non li ripartisce per stagione. La ripartizione è un calcolo nostro: le 71 presenze sono maturate nelle sei stagioni e mezza passate in rosa, perché da gennaio 2020 a giugno 2021 Perin era in prestito al Genoa, e fanno poco più di undici partite a stagione. È il ritmo tipico di chi fa il secondo portiere in una grande squadra.
Perché il Palermo ha preso un portiere di trentatré anni?
Il club è reduce da un quarto posto in Serie B chiuso con l'eliminazione in semifinale playoff e ha alleggerito il reparto: Alfred Gomis è andato via a parametro zero e Sebastiano Desplanches ha rinnovato con il Palermo ed è stato girato in prestito al Frosinone, mentre in rosa restano Jesse Joronen, Mattia Fortin e Manfredi Nespola. La stampa collega l'operazione anche all'infortunio alla spalla di Joronen.