La Juventus ha ufficializzato Kerim Alajbegović: esterno offensivo bosniaco, diciotto anni, contratto fino al 30 giugno 2031. Il club non ha comunicato le cifre, ma il percorso che ha portato il ragazzo a Torino è già di per sé una lezione di mercato: il Bayer Leverkusen incassa una somma a due cifre da un giocatore che non ha mai fatto giocare.

L’operazione in sintesi

VoceDettaglio
GiocatoreKerim Alajbegović
Nato il21 settembre 2007 (18 anni)
Luogo di nascitaColonia, Germania
NazionaleBosnia ed Erzegovina
RuoloEsterno offensivo, entrambe le fasce
Altezza1,86 m
PiedeAmbidestro
DaBayer Leverkusen
AJuventus
ContrattoCinque anni, fino al 30 giugno 2031
Cifre riportateParte fissa tra 30 e 33 milioni, bonus fino a circa 40, percentuale sulla rivendita al Leverkusen

La catena che vale trenta milioni

Il pezzo più istruttivo di questa operazione non è la cifra: è il modo in cui si è formata.

Alajbegović entra nel settore giovanile del Leverkusen nel 2021, dopo otto anni al Colonia, e firma il primo contratto da professionista nel gennaio 2025. Sei mesi dopo il club lo lascia partire: nel luglio 2025 va al Salisburgo a titolo definitivo per una cifra che le fonti tedesche collocano intorno ai 2 milioni di euro. Nel contratto, però, resta una clausola di riacquisto.

Nell’estate 2026, dopo una stagione austriaca da protagonista, il Leverkusen esercita quella clausola: circa 8 milioni per riportarlo in Renania. Non per farlo giocare, come si è visto in fretta, ma per rimetterlo sul mercato al prezzo che nel frattempo si era formato altrove.

Il risultato è che il ragazzo lascia il Leverkusen senza aver disputato una sola partita ufficiale con la prima squadra, e il club chiude il giro con un incasso che, se i bonus maturano, potrebbe avvicinarsi ai 40 milioni. Il direttore sportivo Simon Rolfes ha spiegato la cessione con la concorrenza interna nel reparto offensivo.

Non è un trucco: è una clausola scritta, valida per entrambe le parti, che il Salisburgo ha accettato consapevolmente in cambio di un anno di talento a costo basso. Ma è anche il ritratto esatto di come funziona oggi la formazione del prezzo per un diciottenne.

Cosa ha fatto davvero in Austria

I numeri esistono, e sono i primi veri della sua carriera.

L’esordio da professionista arriva il 23 luglio 2025, a diciassette anni, in un preliminare di Champions League contro il Brann. Tre giorni dopo segna in coppa nazionale, il 2 agosto debutta in campionato e il 9 arriva la prima rete in Bundesliga austriaca. A settembre prolunga con il Salisburgo fino al 2029.

La stagione 2025-26 si chiude con 44 presenze in tutte le competizioni, 13 gol e 4 assist secondo il dato diffuso dalla Juventus. In campionato le presenze sono 28 con 9 reti, il resto arriva tra coppa nazionale e competizioni europee.

Sono numeri buoni per un ragazzo alla prima stagione da titolare, non numeri da campione affermato. È esattamente questo il punto: il prezzo non si è formato su quanto ha già prodotto, ma su quanto pochi giocatori della sua età lo abbiano prodotto in un contesto europeo.

Il ragazzo che in Italia si ricorda già

C’è un dettaglio che al pubblico italiano non serve spiegare.

Il 26 marzo 2026, a Cardiff, la Bosnia elimina il Galles nella semifinale dei playoff mondiali: 1-1 dopo i supplementari, 5-3 ai rigori, e il penalty decisivo lo trasforma lui, entrato a partita in corso. Cinque giorni dopo, il 31 marzo a Zenica, la finale contro l’Italia finisce 1-1 e si decide ancora dal dischetto: 5-2 per la Bosnia, con Alajbegović tra i rigoristi che vanno a segno. Per gli azzurri è la terza esclusione consecutiva dalla fase finale del Mondiale.

Al torneo poi ci va lui. Gioca la partita d’esordio della Bosnia contro il Canada il 12 giugno e il 24 giugno segna la rete che apre il 3-1 al Qatar, una conclusione da fuori che entra tra le candidate al gol del torneo.

Che giocatore arriva a Torino

Il profilo tecnico è definito. È un esterno offensivo che può giocare su entrambe le fasce senza cambiare mestiere, perché usa entrambi i piedi con la stessa naturalezza. È alto 1,86 metri, il che per un’ala non è un dettaglio secondario: gli permette di reggere il contatto quando riceve spalle alla porta e di essere un riferimento sui cross dal lato opposto.

La qualità che gli viene riconosciuta con più costanza è la gestione del pallone negli spazi stretti. Un esterno che sa uscire dal raddoppio è un esterno che permette alla squadra di attaccare anche quando la partita si chiude, ed è una competenza che in Serie A serve più che altrove.

L’ambidestria cambia una cosa concreta per chi difende: contro un’ala che ha un piede solo, il difensore sa da che parte verrà servito il duello e può orientare il corpo di conseguenza. Contro un giocatore che va bene da entrambe le parti, quella scelta va rimandata, e mezzo secondo di ritardo su un uno contro uno è quasi sempre un vantaggio per chi attacca.

Cosa resta da capire

La domanda non è se sia un buon giocatore: una stagione da 44 partite a diciassette e diciotto anni, con un gol al Mondiale, risponde già abbastanza.

La domanda è il contesto. La Bundesliga austriaca e la Serie A non chiedono le stesse cose a un esterno: in Italia gli spazi tra le linee sono più stretti, le difese scivolano in modo più organizzato e un’ala che vive di conduzione trova meno campo davanti a sé. Il passaggio non è impossibile, ma non è automatico, e il calendario di una squadra che gioca su tre fronti concede poco tempo per capirlo con calma.

L’altra domanda riguarda l’aspettativa. Un contratto di cinque anni dice che la Juventus lo considera un investimento e non una soluzione immediata, ma una cifra vicina ai trenta milioni tende a generare la fretta che i cinque anni dovrebbero evitare. Sarà interessante vedere quale delle due logiche prevale.

Dati e informazioni raccolti da fonti pubbliche: comunicazioni ufficiali di Juventus e Bayer Leverkusen, bundesliga.com, Wikipedia, stampa sportiva italiana e tedesca. Le cifre economiche sono quelle riportate dalla stampa specializzata e vanno lette come stime, non come dati contrattuali ufficiali.

Argomenti
MercatoKerim AlajbegovićJuventusSerie ABundesliga
Domande frequenti

Domande frequenti

Chi è Kerim Alajbegović?

Un esterno offensivo nato il 21 settembre 2007 a Colonia, in Germania, e nazionale della Bosnia ed Erzegovina. È alto 1,86 metri, gioca su entrambe le fasce ed è ambidestro. Dal 2 agosto 2026 è un giocatore della Juventus, con contratto fino al 30 giugno 2031.

Quanto è costato Alajbegović alla Juventus?

Il club non ha diffuso le cifre. La stampa specializzata parla di una parte fissa compresa tra i 30 e i 33 milioni di euro, con bonus che porterebbero il totale verso i 40 e una percentuale sulla futura rivendita riconosciuta al Bayer Leverkusen. Sono indicazioni giornalistiche, non dati contrattuali ufficiali.

Perché il Bayer Leverkusen guadagna tanto se non lo ha mai schierato?

Perché nel luglio 2025 lo ha ceduto al Salisburgo per circa 2 milioni tenendosi una clausola di riacquisto, e nell'estate 2026 l'ha esercitata per circa 8 milioni. Alajbegović ha lasciato il club renano senza aver mai giocato una partita ufficiale con la prima squadra.

Che numeri ha fatto in Austria?

Nella stagione 2025-26 al Salisburgo ha totalizzato 44 presenze in tutte le competizioni con 13 gol e 4 assist secondo il dato diffuso dalla Juventus. In campionato le presenze sono state 28 con 9 reti.

L'Italia lo conosce già?

Sì. Il 31 marzo 2026 a Zenica ha segnato uno dei rigori della serie con cui la Bosnia ha eliminato l'Italia nella finale dei playoff mondiali, finita 1-1 e poi 5-2 dal dischetto. Cinque giorni prima, a Cardiff, aveva trasformato il rigore decisivo contro il Galles in semifinale.