Alle 23:59 CET di mercoledì 2 settembre 2026 si è chiusa la finestra che conta davvero per chi gioca in Europa: quella delle liste. Non è un adempimento burocratico da relegare in fondo alla pagina. È la regola che decide chi potrà scendere in campo nelle otto partite della fase campionato, e quest’anno ha prodotto un risultato che vale la pena guardare da vicino: due delle quattro italiane hanno consegnato ventitré nomi invece di venticinque, e non perché non avessero altri giocatori.
La regola, per come è scritta
Il testo della UEFA è preciso e va letto tutto, perché ogni riga produce un vincolo diverso.
| Voce | Regola |
|---|---|
| Scadenza lista A | Trasmessa dal club e validata dalla federazione entro le 23:59 CET del 2 settembre 2026 |
| Capienza lista A | Massimo 25 giocatori |
| Portieri | Almeno due dei venticinque |
| Formati in casa | Otto posti su venticinque riservati in via esclusiva |
| Formati dalla federazione | Non più di quattro fra quegli otto |
| Lista B | Numero illimitato, nati dal 1 gennaio 2005 in poi, con requisiti di permanenza |
| Deposito lista B | Entro le 23:59 CET del giorno prima della partita |
| Nuovi innesti per la fase a eliminazione | Fino a tre, entro le 23:59 CET del 4 febbraio 2027 |
| Sostituzione per infortunio | Giocatore di movimento fermo almeno 60 giorni, portiere almeno 30 |
La distinzione fra le due categorie di formati in casa è quella che sfugge più spesso. Un giocatore formato dal club è cresciuto lì dentro; un giocatore formato dalla federazione è cresciuto in un altro club dello stesso paese. Servono otto formati in casa, ma al massimo quattro possono essere della seconda specie. Un club con dieci italiani in rosa può quindi trovarsi comunque scoperto, se quegli italiani li ha comprati tutti da altre società invece di crescerli.
Il punto che cambia tutto: i posti si perdono, non si sostituiscono
Qui sta la parte che rende la regola una regola tattica e non contabile. Se un club non riesce a riempire gli otto posti riservati, non può metterci un giocatore qualsiasi al loro posto: la lista si accorcia. Un formato in casa mancante vale un posto in meno, e la squadra va in Europa con meno giocatori a disposizione delle avversarie.
È il motivo per cui una lista da ventitré nomi non è quasi mai una scelta di campo. È il numero che resta dopo che l’aritmetica del regolamento ha fatto il proprio lavoro.
Inter e Napoli, stesso numero
Le due liste italiane depositate entro la scadenza raccontano la stessa storia con nomi diversi.
L’Inter ha consegnato ventitré giocatori in lista A: tre portieri, Josep Martinez, Raffaele Di Gennaro e Ivan Provedel; nove difensori, fra cui John Stones, Manuel Akanji, Benjamin Pavard, Alessandro Bastoni, Federico Dimarco, Yann-Aurel Bisseck, Carlos Augusto, Djed Spence e il giovane Mattia Marello; otto centrocampisti, da Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu a Piotr Zielinski, Petar Sucic, Andy Diouf, Curtis Jones, Henrikh Mkhitaryan e Luis Henrique; tre attaccanti, Lautaro Martínez, Marcus Thuram e Ange-Yoan Bonny. In lista B ha indicato Aleksandar Stankovic e Francesco Pio Esposito.
Il Napoli, guidato da Massimiliano Allegri, ha depositato anch’esso ventitré nomi. Fuori dalla lista sono rimasti Alessandro Buongiorno, infortunato, insieme a Luca Marianucci e a Giovane. Dentro ci sono i due giocatori tornati dai prestiti, Noa Lang e Lorenzo Lucca, e gli acquisti estivi Costantino Favasuli e Benoit Badiashile.
In entrambe le liste i giocatori che rispondono al requisito di formazione locale risultano sette, uno meno degli otto previsti: da lì il ventitré invece del venticinque. Una precisazione onesta va fatta: i comunicati dei club pubblicano i nomi, non la classificazione di ciascun giocatore fra formato dal club e formato dalla federazione. Il conteggio dei sette circola attraverso la lettura giornalistica delle liste, e la composizione interna di quel gruppo non è verificabile su un documento pubblico. Il numero finale, però, quello sì: ventitré nomi, contati uno per uno.
Che cosa costa, in campo
Due posti in meno non sono un dettaglio amministrativo. La fase campionato è di otto partite fra settembre e gennaio, giocate dentro un calendario che comprende campionato e coppa nazionale. Due giocatori in meno significano meno rotazioni, meno risposte a un’espulsione o a un infortunio in serie, e una panchina europea più corta di quella dell’avversario che quei posti li ha riempiti.
Il regolamento lascia due valvole. La prima è la lista B, che è illimitata e integrabile fino al giorno prima di ogni partita: ma può contenere solo giocatori nati dal 1 gennaio 2005 in poi e cresciuti nel club per un periodo continuato, quindi non è una riserva a cui si attinge comprando. La seconda è la sostituzione per infortunio: un giocatore di movimento fermo almeno sessanta giorni può essere rimpiazzato temporaneamente fino alla sesta giornata, un portiere ne basta trenta. Sono valvole, non rimedi: se manca un formato in casa a settembre, manca anche a gennaio.
Poi c’è la finestra del 4 febbraio 2027, entro cui chi si qualifica alla fase a eliminazione diretta può registrare fino a tre nuovi giocatori. È lì che il mercato invernale si incrocia con la lista, ed è lì che i club che oggi hanno consegnato ventitré nomi potranno rimettersi in pari, ammesso di comprare il profilo giusto.
Il calendario che nessuno guarda: in Scozia il mercato chiude dopo
C’è un ultimo effetto della scadenza del 2 settembre che vale la pena isolare, perché rovescia l’idea comune che il mercato finisca per tutti nello stesso momento.
Il mercato scozzese chiudeva alle 17:00 di giovedì 3 settembre 2026, cioè poco più di diciotto ore dopo il termine per le liste UEFA. Per un club scozzese impegnato in Europa, quindi, la scadenza vera non era quella del proprio campionato: era quella della UEFA, il giorno prima. Un giocatore comprato il 3 pomeriggio sarebbe stato regolarmente tesserato in Scozia e regolarmente inutilizzabile in Europa fino a febbraio.
Il Celtic ha reagito nell’unico modo possibile: comprimendo il mercato. In poco più di ventiquattro ore, prima del termine di mercoledì sera, ha chiuso sei operazioni, fra cui il centrocampista olandese Joel van den Berg dal PSV e il terzino svizzero Jordan Lotomba dal Feyenoord, oltre a quattro prestiti, il portiere Sam Johnstone dal Wolverhampton, il centrocampista Oliver Sorensen dal Parma e i due diciottenni del Chelsea Shim Mheuka e Landon Emenalo. Sei acquisti in un giorno non sono frenesia: sono un calendario letto correttamente.
La lezione di metodo
Le liste sembrano la parte noiosa del mestiere e sono invece il posto dove il regolamento diventa formazione. Un club che negli ultimi otto anni non ha fatto crescere abbastanza giocatori in casa non lo scopre a giugno, quando compra: lo scopre il 2 settembre alle 23:59, quando scopre di poterne iscrivere ventitré invece di venticinque. Nessun acquisto di agosto può correggere quella riga, perché quella riga misura una cosa che si fa negli anni e non in una finestra di mercato.
Fonti: uefa.com, pagina ufficiale sulla registrazione delle liste per la fase campionato di Champions League 2026/27, per scadenze, capienza, quote dei formati in casa, requisiti della lista B, finestra del 4 febbraio 2027 e sostituzioni per infortunio; liste ufficiali pubblicate da Inter e SSC Napoli e loro ripresa sulla stampa specializzata per i nomi e per il conteggio dei formati in casa; STV News e stampa scozzese per l’orario di chiusura del mercato in Scozia e per le operazioni del Celtic. La classificazione di ciascun giocatore fra formato dal club e formato dalla federazione non è pubblicata dai club.
Domande frequenti
Quando scadevano le liste per la fase campionato di Champions League 2026-27?
La lista A andava trasmessa dal club alla UEFA e poi verificata e validata dalla federazione nazionale entro le 23:59 CET di mercoledì 2 settembre 2026. Lo scrive la UEFA sul proprio sito. La lista B, invece, non ha una scadenza unica: si può aggiornare durante la stagione, purché il deposito avvenga entro le 23:59 CET del giorno precedente alla partita.
Che cosa dice esattamente la regola dei formati in casa?
La lista A può contenere al massimo 25 giocatori, di cui almeno due portieri. Otto di quei venticinque posti sono riservati in via esclusiva ai giocatori formati localmente, e di quegli otto non più di quattro possono essere formati dalla federazione anziché dal club. Un giocatore formato dal club è cresciuto in quel club, uno formato dalla federazione è cresciuto in un altro club dello stesso paese.
Che cosa succede a un club che non ha otto formati in casa?
Non li sostituisce con altri giocatori: perde i posti. La lista si riduce di conseguenza, un posto per ogni formato in casa mancante. È il motivo per cui una squadra può consegnare una lista da 23 nomi pur avendo una rosa più ampia e nessun infortunato da escludere.
Quanti giocatori hanno messo in lista Inter e Napoli?
Ventitré entrambe. Nella lista A dell'Inter risultano sette formati in casa e in quella del Napoli altrettanti sette, secondo la lettura delle liste pubblicate dai due club. Il dettaglio di quanti siano formati dal club e quanti dalla federazione non compare nei comunicati societari, quindi la composizione esatta di quel gruppo resta non verificabile sui documenti pubblici.
Chi può stare in lista B?
I giocatori nati il 1 gennaio 2005 o dopo che, dal compimento dei quindici anni, siano stati tesserabili per il club per due anni ininterrotti oppure per tre anni consecutivi con al massimo un prestito di un anno. Il numero non è limitato e la lista si può integrare in corso di stagione. L'Inter ha indicato in lista B Aleksandar Stankovic e Francesco Pio Esposito.
Le liste si possono cambiare dopo il 2 settembre?
Solo in casi previsti. Un giocatore di movimento infortunato per almeno 60 giorni può essere sostituito temporaneamente durante la fase campionato fino alla sesta giornata, e un portiere può essere sostituito per un infortunio di almeno 30 giorni. Le squadre che passano il turno possono poi registrare fino a tre nuovi giocatori entro le 23:59 CET del 4 febbraio 2027.