Il portiere che costruisce non è una moda recente: è la conseguenza di una regola che nel 1992 ha cambiato per sempre il ruolo. Prima di allora il portiere era soprattutto un paratore e un ultimo ostacolo. Oggi è il primo uomo della manovra, un difensore aggiunto che con i piedi decide come esce il pallone. In questa analisi vediamo da dove nasce questa trasformazione, quali due mestieri tiene insieme il portiere moderno e a che prezzo.

Da dove nasce

L’origine ha una data. Nel 1992 il calcio introduce la regola del retropassaggio: da quel momento il portiere non può più raccogliere con le mani un pallone calciato deliberatamente da un compagno. La norma nasce da un fastidio preciso, il Mondiale del 1990 giudicato troppo lento e difensivo, con troppa melina e troppi palloni congelati tra le mani dei portieri. L’idea era semplice: togliere quel rifugio per rendere il gioco più continuo.

Le conseguenze furono enormi e non del tutto previste. Costretti a giocare di piede sotto pressione, portieri e difensori dovettero imparare un mestiere nuovo. Chi lo colse prima di tutti fu Johan Cruyff sulla panchina del Barcellona, che chiese al suo portiere e alla sua difesa di costruire il gioco dal basso invece di spazzare lungo. Sono i semi di quello che sarebbe diventato il gioco di posizione, portato poi a sistema da Pep Guardiola.

Due mestieri in uno

Il portiere moderno tiene insieme due funzioni distinte, che è utile separare per capirle.

FunzioneIn ingleseCosa fa
Costruzioneball-playing keeperè l’uomo in più nella manovra, imposta con i piedi, salta il primo pressing
Coperturasweeper-keeperesce alto dalla porta, copre lo spazio dietro la difesa schierata alta

La prima è offensiva. Quando la squadra costruisce dal basso, il portiere si offre come appoggio: essendo l’avversario impegnato a marcare gli uomini di movimento, il portiere diventa un giocatore libero in più, il classico +1 che permette di superare la prima linea di pressione. Ederson al Manchester City è il modello di questo interprete, capace di far ripartire l’azione tanto con il palleggio corto quanto con il lancio lungo e preciso.

La seconda è difensiva. Una squadra che gioca con la difesa alta lascia molto campo alle proprie spalle, e qualcuno deve presidiarlo. Quel qualcuno è il portiere, che esce dai pali per anticipare i lanci in profondità comportandosi da ultimo difensore. Manuel Neuer è il nome che ha reso popolare questa figura, il portiere-libero che difende trenta metri fuori dall’area.

Perché è diventato centrale

Il motivo è che entrambe le funzioni risolvono un problema che il calcio moderno si è creato da solo. Chi vuole dominare il possesso deve saper uscire pulito dalla propria metà campo contro squadre che pressano forte: senza un portiere capace di ricevere e giocare, la costruzione dal basso è un azzardo. E chi difende alto per accorciare il campo espone lo spazio profondo: senza un portiere che lo copra, quella scelta diventa suicida.

Il portiere di costruzione, in altre parole, non è un vezzo tecnico ma il tassello che rende sostenibili due scelte di gioco molto diffuse: possesso e pressione alta. Toglilo, e le due idee perdono l’appoggio che le tiene in piedi.

Il prezzo del rischio

Nulla di tutto questo è gratis. L’area di rigore è la zona del campo dove un errore costa di più, perché non c’è quasi mai il tempo di rimediare: un pallone perso lì diventa un gol con una frequenza che altrove non esiste. Chiedere al portiere di gestire il pallone coi piedi sotto pressione significa accettare che, ogni tanto, quel pallone si perda nel posto peggiore.

Le squadre che pressano alto lo sanno, ed è esattamente lì che indirizzano la loro aggressione: chiudono le linee di passaggio corte per costringere il portiere a una scelta affrettata, sperando nell’errore. La costruzione dal basso è quindi un continuo bilanciamento tra il vantaggio del +1 e il pericolo dell’errore in area. Un portiere bravo coi piedi non elimina il rischio, lo rende gestibile.

Prospettive

Nel giro di una generazione il portiere è passato da specialista delle parate a giocatore di movimento con i guanti. Oggi nessun club di vertice compra un portiere guardando solo ai riflessi: si valutano i piedi, la lettura dello spazio, la personalità nel giocare palloni scomodi. È il motivo per cui un buon portiere di costruzione ha un mercato e un valore che vent’anni fa sarebbero stati impensabili.

La direzione sembra segnata. Finché il calcio premierà il possesso e la pressione alta, il portiere resterà il primo costruttore e l’ultimo difensore allo stesso tempo, il giocatore su cui poggiano due delle idee più diffuse del gioco contemporaneo. Una regola pensata nel 1992 per rendere le partite meno noiose ha finito per creare il ruolo più trasformato del calcio moderno.

Fonti: documentazione pubblica sulla storia della regola del retropassaggio (IFAB, archivi storici), fonti giornalistiche e tattiche sull’evoluzione del ruolo del portiere. Analisi a scopo divulgativo.

Argomenti
Analisi TatticaPortiereCostruzione dal bassoGuardiolaCruyff
Domande frequenti

Domande frequenti

Cos'è il portiere di costruzione?

È un portiere che, oltre a parare, partecipa attivamente alla manovra della squadra. Con i piedi diventa un uomo in più nella costruzione dal basso, aiutando a superare il primo pressing avversario, e con la lettura dello spazio copre l'area alle spalle di una difesa schierata alta.

Perché il portiere ha iniziato a giocare con i piedi?

La svolta è la regola del retropassaggio, introdotta nel 1992: da allora il portiere non può più prendere con le mani un pallone calciato di proposito da un compagno. Costretti a giocare di piede sotto pressione, i portieri e le difese hanno dovuto imparare a costruire il gioco invece di spazzare lungo.

Cos'è il portiere-libero?

In inglese sweeper-keeper. È il portiere che esce alto dalla porta per coprire lo spazio alle spalle della linea difensiva, comportandosi come un ultimo difensore aggiunto. È la funzione difensiva del portiere moderno, complementare a quella di costruzione.

Chi sono i riferimenti del ruolo?

Sull'idea di costruzione il pensiero corre a Johan Cruyff, che al Barcellona chiese per primo al portiere di impostare, e a Pep Guardiola, che ne ha fatto un principio. Tra gli interpreti moderni, Ederson è il modello del portiere che imposta con i piedi, Manuel Neuer quello del portiere-libero.

Quali rischi comporta far giocare il portiere?

Ogni pallone gestito coi piedi nella propria area è un rischio: un errore in quella zona diventa quasi sempre un gol. Le squadre che pressano alto puntano proprio a forzare l'errore del portiere. Il vantaggio in costruzione va sempre pesato contro questo pericolo.