Da questa stagione il giocatore sostituito ha dieci secondi per uscire dal campo. Se ne impiega di più, il compagno che deve entrare resta fuori fino alla prima interruzione dopo che è trascorso un minuto dalla ripresa del gioco. È una delle modifiche alle Regole del Gioco approvate dall’IFAB e valide dal 1 luglio 2026, viste per la prima volta al Mondiale e adesso in arrivo nei campionati nazionali.
La regola in sintesi
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Obbligo | Uscire entro dieci secondi dall’esposizione del tabellone |
| In assenza di tabellone | Dieci secondi dal segnale dell’arbitro |
| Sanzione | Il sostituto entra solo alla prima interruzione dopo un minuto di orologio corrente dalla ripresa |
| Effetto pratico | La squadra gioca temporaneamente con un uomo in meno |
| Eccezioni | Motivi di sicurezza, infortunio del giocatore |
| In vigore | Dal 1 luglio 2026, debutto al Mondiale 2026 |
Perché una regola sull’uscita e non sull’entrata
Chi guarda il calcio da qualche anno conosce la scena. Minuto ottantotto, squadra in vantaggio di un gol, il numero del giocatore più lontano dalla panchina compare sul tabellone. Il giocatore comincia a camminare verso il centro del campo, poi cambia idea e punta la linea laterale opposta, saluta un compagno, si asciuga il viso.
Quella scena non produceva quasi mai un cartellino, perché il confine tra lentezza e perdita di tempo è impossibile da fissare a occhio. Ma produceva quaranta o cinquanta secondi, ripetuti tre volte, e con essi una parte non piccola del risultato.
L’IFAB ha scelto la strada meno elegante e più efficace: invece di chiedere all’arbitro di valutare l’intenzione, ha messo un numero. Dieci secondi, contati da un evento visibile a tutti.
La sanzione è la parte interessante
Il pezzo davvero nuovo non è il conteggio, è cosa succede quando scade.
Nel calcio quasi tutte le punizioni disciplinari colpiscono l’individuo: ammonizione, espulsione, squalifica. Qui la conseguenza ricade sulla squadra, e in modo immediato. Chi esce lentamente non prende nulla di personale, ma i suoi dieci compagni giocano un minuto in inferiorità numerica nel momento della partita in cui quel minuto pesa di più.
È un meccanismo che cambia il calcolo. Guadagnare quaranta secondi rischiando di giocarne sessanta in dieci non conviene quasi mai, e non conviene in modo abbastanza evidente da non richiedere una decisione lucida a un giocatore stanco. Le regole che funzionano sono quelle che non chiedono a nessuno di essere ragionevole.
Resta comunque possibile l’ammonizione per chi ritarda in modo eccessivo la ripresa del gioco: le due cose si sommano, non si sostituiscono.
Cosa cambia per gli allenatori
Tre conseguenze pratiche, in ordine di importanza.
La prima riguarda il momento del cambio. Sostituire al novantesimo per consumare tempo non funziona più, e questo restituisce alla sostituzione la sua funzione originaria: cambiare qualcosa in campo. È probabile che si vedano più cambi tra il settantesimo e l’ottantesimo, quando ancora servono a qualcosa sul piano del gioco.
La seconda riguarda chi si sostituisce. Se un giocatore si trova sulla fascia opposta alla panchina, dieci secondi sono pochi anche in perfetta buona fede. Le panchine dovranno tenerne conto, e la scelta di chi togliere si intreccerà con la posizione in cui quel giocatore si trova quando parte il conteggio.
La terza riguarda la preparazione. Un minuto in dieci non è una punizione teorica: è un intervallo in cui la squadra deve sapere come difendere con un uomo in meno, e quella situazione va allenata come si allena una palla inattiva.
Il quadro completo delle modifiche
La regola dei dieci secondi non arriva da sola. Fa parte di un pacchetto che l’IFAB ha costruito attorno allo stesso problema, il tempo effettivo di gioco.
Nello stesso gruppo di modifiche rientra l’obbligo, per il giocatore curato in campo o la cui azione ha fermato il gioco per infortunio, di restare fuori un minuto di orologio corrente dopo la ripresa. Ci sono poi il conto alla rovescia visibile di cinque secondi su rimesse laterali e rinvii dal fondo, di cui abbiamo già scritto, e l’ampliamento del VAR a tre nuovi casi: una seconda ammonizione palesemente errata, lo scambio di identità e, in via facoltativa, un calcio d’angolo assegnato in modo chiaramente sbagliato purché la correzione sia immediata.
Messe insieme, queste norme raccontano una direzione precisa. Non stanno cercando di rendere il calcio più spettacolare: stanno cercando di far durare la partita quanto dice il tabellone.
Cosa guardare nelle prime giornate
Il primo mese dirà due cose. La prima è quante volte la sanzione verrà effettivamente applicata: una regola che non scatta mai perché nessuno la sfida ha già vinto, e il numero di applicazioni basse sarà un buon segno, non un cattivo segno.
La seconda è più sottile e riguarda gli arbitri. Le eccezioni per sicurezza e infortunio esistono e sono giuste, ma sono anche l’unico spazio grigio rimasto in una norma per il resto meccanica. Sarà lì, e non sul cronometro, che si giocherà la parte discutibile di questa regola.
Fonti: comunicati ufficiali dell’IFAB sulle modifiche alle Regole del Gioco, Sky Sports, comunicazioni delle federazioni nazionali agli arbitri.
Domande frequenti
Che cosa dice esattamente la nuova regola sulle sostituzioni?
Il giocatore sostituito deve lasciare il terreno di gioco entro dieci secondi da quando viene esposto il tabellone delle sostituzioni, oppure, se il tabellone non c'è, dal segnale dell'arbitro.
Cosa succede se il giocatore ci mette di più?
Il sostituto non può entrare fino alla prima interruzione successiva al trascorrere di un minuto di orologio corrente dopo la ripresa del gioco. Nel frattempo la squadra gioca con un uomo in meno.
Ci sono eccezioni?
Sì. La regola non si applica quando uscire entro dieci secondi non è possibile per motivi di sicurezza o per un infortunio del giocatore.
Da quando è in vigore?
Le modifiche approvate dall'IFAB si applicano dal 1 luglio 2026, con la possibilità per le competizioni già iniziate di adottarle prima. Hanno debuttato al Mondiale 2026.
Il giocatore che ritarda viene anche ammonito?
Può esserlo. Resta valida la sanzione disciplinare per chi ritarda in modo eccessivo la ripresa del gioco, che si aggiunge alla penalizzazione a carico della squadra.