Dalla stagione 2026/27 le due riprese di gioco più frequenti di una partita hanno un cronometro sopra la testa. Rimessa laterale e calcio di rinvio: se l’arbitro ritiene che si stia perdendo tempo, alza il braccio e conta cinque secondi. Se allo scadere il pallone non è in gioco, la rimessa passa agli avversari e il rinvio diventa un calcio d’angolo. Le modifiche approvate dall’IFAB sono in vigore dal 1 luglio, sono già state applicate al Mondiale, e in Serie A si vedranno dalla prima giornata, nel weekend del 22 e 23 agosto.
Cosa cambia, in ordine
| Situazione | Prima | Dal 2026/27 |
|---|---|---|
| Rimessa laterale ritardata | Richiamo verbale, eventuale ammonizione | Conto alla rovescia di 5 secondi, poi rimessa agli avversari |
| Calcio di rinvio ritardato | Richiamo verbale, eventuale ammonizione | Conto alla rovescia di 5 secondi, poi calcio d’angolo agli avversari |
| Portiere che trattiene il pallone | Otto secondi, poi calcio d’angolo (dal 2025/26) | Invariato |
| Sostituzione | Uscita senza limite preciso | Dieci secondi per uscire, altrimenti la squadra resta in inferiorità |
| Cure sul terreno di gioco | Rientro rapido | Un minuto di gioco effettivo fuori dal campo |
| VAR | Protocollo precedente | Anche secondo giallo errato, scambio di persona, angolo assegnato male |
Il precedente che spiega tutto
Nel 2025/26 era arrivata la norma sugli otto secondi per il portiere che trattiene il pallone tra le mani, con l’arbitro che segnala gli ultimi cinque secondi alzando il braccio e il calcio d’angolo come sanzione. Era una regola nuova nella forma ma vecchia nella sostanza: il limite temporale esisteva già, mancava il modo di farlo rispettare.
La novità vera era il conteggio visibile. Un limite che nessuno vede è un limite che nessuno rispetta, perché la discrezionalità dell’arbitro diventa una trattativa. Un braccio alzato che scende di un dito alla volta cambia il comportamento prima ancora di produrre una sanzione.
Quello che l’IFAB ha fatto adesso è prendere quel meccanismo e applicarlo alle due riprese che in una partita si contano a decine.
Il calcio di rinvio diventa una fase preparata
Qui sta la conseguenza tattica più pesante, e non riguarda la perdita di tempo.
Il rinvio dal fondo, per una squadra che costruisce corto, non è un gesto ma una struttura: i due centrali che si allargano ai lati dell’area, il mediano che scende o si smarca dietro la prima linea di pressione, i terzini che si alzano, la punta che tiene occupata la linea difensiva avversaria. Mettere in piedi questa disposizione richiede secondi, e finora quei secondi erano gratis.
Da adesso, se l’arbitro giudica che si stia esagerando, quei secondi hanno un prezzo che è il più caro mai scritto in un regolamento per una perdita di tempo: un calcio d’angolo contro, cioè la situazione statisticamente più pericolosa che esista dopo un rigore.
La risposta ragionevole delle squadre non sarà giocare più veloce a caso. Sarà arrivare al pallone con la disposizione già presa. Chi ha automatismi provati in allenamento non perde niente, perché la sua struttura si forma mentre il portiere cammina verso il pallone. Chi improvvisa e si guarda intorno per capire dove sono i compagni scoprirà che cinque secondi sono pochissimi.
La rimessa laterale torna a essere una palla inattiva
La rimessa laterale è la ripresa di gioco più frequente di tutte, e negli ultimi anni è diventata una situazione allenata: sequenze provate, il lungo che sale in area, il blocco sul primo controllo, l’uscita corta verso il terzino che apre subito il gioco sul lato debole.
Tutto questo richiede tempo. Il giocatore che asciuga il pallone, quello che chiama i compagni, quello che aspetta che il centravanti arrivi dall’altra parte del campo: adesso quel tempo entra nel conteggio.
L’effetto probabile non è la scomparsa delle rimesse studiate, ma la loro semplificazione. Sopravviveranno gli schemi che si possono attivare con un cenno, mentre spariranno quelli che hanno bisogno di riunioni sulla linea laterale. Ed è ragionevole aspettarsi più rimesse rapide giocate mentre la difesa avversaria è ancora scomposta, che è poi il modo in cui la rimessa laterale è più pericolosa.
Il finale di partita perde tre strumenti su quattro
Chi difende un risultato negli ultimi dieci minuti ha sempre avuto una cassetta degli attrezzi ben fornita: rinvii lentissimi, rimesse laterali interminabili, cambi con l’uscita più lunga possibile, e la sosta a terra con l’ingresso dello staff medico.
Adesso tre di questi quattro strumenti costano. Il rinvio lento costa un angolo, la rimessa lenta costa il possesso, il cambio lento costa un minuto di gioco effettivo in inferiorità numerica, che nell’ottantottesimo è un prezzo enorme. Anche il quarto si è ridotto: chi riceve cure in campo deve poi restare fuori per un minuto di gioco effettivo, con le eccezioni previste per il portiere e per gli scontri più gravi.
Il calcolo di chi conduce 1-0 cambia di conseguenza. Rallentare resta possibile, ma non è più gratis, e ogni gesto che prima costava un richiamo verbale ora ha una tariffa.
Il vero punto interrogativo è la soglia
La regola contiene una parola che decide tutto: se l’arbitro ritiene che ci sia un ritardo deliberato. Non parte un cronometro automatico a ogni rimessa, parte una valutazione.
Significa che l’uniformità di applicazione sarà il problema delle prime settimane, come è successo con gli otto secondi. Se un direttore di gara conta al ventesimo minuto e un altro solo all’ottantacinquesimo, le squadre imparano in fretta a leggere il singolo arbitro invece della norma, e il vantaggio va a chi si adatta più rapidamente.
Cosa guardare dalla prima giornata
Tre indizi diranno se la novità morde davvero.
Il primo è il numero di conteggi effettivamente avviati nelle prime giornate. Se restano rarissimi, la regola avrà funzionato come deterrente e non si vedrà quasi mai in tabellino.
Il secondo è la posizione dei giocatori nell’istante in cui il portiere appoggia il pallone sull’area di porta. Se la squadra è già disposta, l’allenatore ha lavorato sulla novità.
Il terzo è il minuto in cui arrivano i primi cambi delle squadre in vantaggio. Con dieci secondi per uscire e un minuto di penalità per chi non lo fa, la sostituzione tattica del finale diventa una decisione più delicata di quanto sia mai stata.
Fonti: comunicazioni ufficiali dell’IFAB sulle Regole del Gioco 2026/27, comunicazioni federali e arbitrali, stampa sportiva nazionale e internazionale. La lettura delle conseguenze tattiche è un’analisi della redazione.
Domande frequenti
Cosa prevede la nuova regola sui cinque secondi?
Se l'arbitro ritiene che una rimessa laterale o un calcio di rinvio stia venendo ritardato deliberatamente, avvia un conto alla rovescia visivo di cinque secondi con il braccio alzato. Se allo scadere il pallone non è in gioco, la rimessa laterale passa agli avversari e il calcio di rinvio ritardato diventa un calcio d'angolo per gli avversari.
Da quando è in vigore?
Le modifiche approvate dall'IFAB valgono dal 1 luglio 2026 e sono già state applicate al Mondiale 2026. In Serie A entrano in campo dalla prima giornata, nel weekend del 22 e 23 agosto.
Cosa cambia per le sostituzioni?
Il calciatore sostituito deve lasciare il campo entro dieci secondi dal momento in cui viene mostrato il tabellone o l'arbitro dà il segnale. Se non lo fa, la squadra resta temporaneamente in inferiorità numerica: il cambio non può completarsi finché il gioco non si ferma dopo almeno un minuto di gioco effettivo.
Questa regola nasce da qualcosa di precedente?
Sì, dalla norma sugli otto secondi per il portiere introdotta nel 2025/26, con l'arbitro che segnala gli ultimi cinque secondi alzando il braccio e il calcio d'angolo come sanzione. Il principio del conto alla rovescia visibile viene ora esteso ad altre due riprese del gioco.
Il VAR cosa può rivedere adesso?
Tre casi in più: il rosso derivante da una seconda ammonizione palesemente errata, lo scambio di persona quando il cartellino va al giocatore sbagliato, e il calcio d'angolo assegnato in modo palesemente errato.