Domenica 16 agosto, a Cardiff, l’Arsenal apre la stagione inglese contro il Manchester City portandosi dietro un numero che dice più di una classifica: diciannove gol da calcio d’angolo in una sola Premier League. È il primato assoluto della competizione, e batte di tre reti il record precedente, che resisteva dal 1992-93. Vale la pena guardarlo da vicino, perché racconta una trasformazione che riguarda tutte le squadre, non solo quella che ha stabilito il record.

I numeri della stagione

VoceDettaglio
Gol da corner dell’Arsenal, Premier League 2025-2619
Record precedente16
Detentori del primato precedenteOldham Athletic 1992-93, West Bromwich Albion 2016-17, Arsenal 2023-24
Seconda squadra del 2025-26Tottenham, 15 gol da corner
Allenatore dei piazzati dell’ArsenalNicolas Jover, in club dal 2021
Prossima partita ufficialeCommunity Shield, 16 agosto, Principality Stadium di Cardiff

Perché proprio il piazzato

C’è una ragione tecnica per cui questa fase è cresciuta più delle altre, ed è quasi banale: è l’unica situazione di gioco che si può riprodurre in allenamento esattamente come si presenterà in partita.

Nel gioco in movimento nulla si ripete due volte uguale. La posizione dei ventidue giocatori, la velocità della palla, la stanchezza, la scelta dell’avversario: ogni azione è un evento singolo. Su un calcio d’angolo, invece, il pallone è fermo in un punto noto, le distanze sono misurabili, gli avversari sono schierati e il tempo a disposizione per organizzarsi è di alcuni secondi. È una fase deterministica dentro un gioco che deterministico non è.

Da qui nasce l’investimento. Se una parte del gioco è ripetibile, allenarla produce un rendimento misurabile, e chi la allena diventa una figura professionale con un ruolo definito.

Cosa fa davvero un allenatore dei piazzati

Il lavoro non consiste nel disegnare schemi spettacolari. Consiste in quattro decisioni prese sopra ogni singolo corner.

La prima è la traiettoria: pallone che entra verso la porta o che esce, battuta tesa sul primo palo o alta sul secondo, area piccola o vertice dell’area grande. Ogni scelta apre una zona e ne chiude un’altra.

La seconda è il movimento di partenza. Nessun attaccante parte dal punto in cui vuole colpire, perché lì sarebbe già marcato. Parte da un’altra parte del campo e arriva in corsa, sfruttando il fatto che un giocatore lanciato batte quasi sempre un giocatore fermo.

La terza è la liberazione dell’uomo. Nei limiti di quello che l’arbitro concede, i giocatori si muovono a grappolo per ostacolare le traiettorie dei marcatori avversari senza commettere fallo. È la parte più studiata e la più contestata.

La quarta è la meno visibile e spesso la più redditizia: la gestione della seconda palla. La maggior parte dei corner non produce un gol al primo contatto, produce un rimbalzo, una respinta corta, un pallone che schizza fuori area. Chi ha deciso in anticipo dove piazzare i giocatori che restano fuori dal mucchio raccoglie quei palloni e riparte, invece di subire la ripartenza.

Il record dice che non è questione di un uomo

Il dato più interessante della stagione dell’Arsenal non è il totale, è la distribuzione. Quando il conto era arrivato a diciassette gol, i marcatori erano già cinque nomi diversi: tre reti di Jurriën Timber, due a testa di Gabriel Magalhães, Mikel Merino e Martin Zubimendi, più due autogol provocati dalla pressione in area.

È la differenza fra avere un giocatore forte di testa e avere un meccanismo. Se i gol arrivassero tutti dallo stesso attaccante, un avversario potrebbe raddoppiare la marcatura su di lui e chiudere il problema. Quando arrivano da cinque uomini che partono da posizioni diverse, ogni scelta difensiva lascia scoperto qualcun altro.

La stessa cosa vale, a rovescio, sulla figura dell’allenatore dedicato. Nicolas Jover è francese, ha cominciato come analista video al Montpellier, ha fatto per la prima volta questo mestiere al Brentford fra il 2016 e il 2019, è passato al Manchester City per due stagioni ed è all’Arsenal dal 2021. È il segno che il ruolo esiste come professione autonoma, con un percorso di carriera che attraversa club diversi.

E chi difende

La parte difensiva è meno raccontata ma è metà del problema, e si riduce a una scelta fra tre impostazioni.

La difesa a zona assegna a ciascun giocatore uno spazio da proteggere. Protegge bene l’area dove la palla arriva più spesso, non concede blocchi da subire perché nessuno insegue nessuno, ma lascia libero chi arriva lanciato da fuori.

La marcatura a uomo assegna ad ogni difensore un avversario. Segue il pericolo ovunque vada, ma è vulnerabile proprio ai movimenti a grappolo: basta un compagno che passa davanti al marcatore per liberare l’uomo di due metri, e due metri in area piccola sono un gol.

Nella pratica quasi tutte le squadre usano un sistema misto: due o tre uomini a zona nei punti caldi, gli altri a uomo sui saltatori più forti, uno o due giocatori tenuti fuori area per la seconda palla e per la ripartenza. La differenza fra una squadra e l’altra non sta nella scelta del sistema, sta nella disciplina con cui viene ripetuta partita dopo partita, ogni volta che l’avversario conquista un angolo.

Cosa guardare domenica

Il Community Shield si gioca al Principality Stadium di Cardiff, e non a Wembley perché lo stadio londinese è occupato da un concerto: è la prima volta dal 2006 che la partita torna in Galles. Arsenal e Manchester City ci arrivano da campione di Premier League la prima e da vincitrice della FA Cup la seconda.

Al di là del risultato, che a metà agosto pesa poco, ci sono due cose che una partita del genere lascia vedere bene. La prima è quanti uomini l’Arsenal manda in area sui corner e quanti ne tiene fuori: è la misura di quanto rischio la squadra accetta di correre in transizione per guadagnare centimetri in area avversaria. La seconda è chi attacca il primo palo. Nella maggior parte degli schemi moderni quel giocatore non deve segnare, deve deviare o semplicemente occupare il portiere: il gol lo fa il secondo o il terzo che arriva.

Se ad agosto sembra un dettaglio, vale la pena ricordare che l’anno scorso quel dettaglio è finito in rete diciannove volte.

Dati e informazioni raccolti da fonti pubbliche: archivi statistici della Premier League, analisi specializzate sui dati di competizione, comunicazioni ufficiali della Football Association e stampa sportiva britannica.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Quanti gol da calcio d'angolo ha segnato l'Arsenal nella Premier League 2025-26?

Diciannove, il numero più alto mai registrato in una stagione di Premier League. Il primato precedente era di sedici gol, condiviso da Oldham Athletic nel 1992-93, West Bromwich Albion nel 2016-17 e dall'Arsenal stesso nel 2023-24.

Chi è Nicolas Jover?

L'allenatore dei calci piazzati dell'Arsenal, francese, in club dal 2021. Prima aveva lavorato al Montpellier come analista video, al Brentford dal 2016 al 2019, dove ha ricoperto per la prima volta questo ruolo, e al Manchester City dal 2019 al 2021.

Perché i calci piazzati sono diventati così importanti?

Perché sono l'unica fase di gioco che si può provare in allenamento nelle stesse identiche condizioni in cui si presenterà in partita: posizione della palla ferma, distanze note, avversari schierati. Tutto il resto del gioco è variabile.

Meglio difendere i corner a zona o a uomo?

Non esiste una risposta unica. La zona protegge lo spazio dove la palla arriva più spesso ma lascia libero chi si muove; la marcatura a uomo segue l'avversario ma può essere disinnescata con i blocchi. Quasi tutte le squadre usano oggi una soluzione mista.

Quando si gioca il Community Shield 2026?

Domenica 16 agosto 2026 alle 15 locali, al Principality Stadium di Cardiff, fra Arsenal, campione di Premier League 2025-26, e Manchester City, vincitore della FA Cup. Non si gioca a Wembley perché lo stadio ospita un concerto.