Mateo Pellegrino ha ventiquattro anni, è alto un metro e novantadue, e nella scorsa stagione ha segnato nove gol in Serie A: sei di testa. Il centravanti argentino del Parma è atteso alla Fiorentina, con cifre che secondo la stampa prevedono un prestito oneroso intorno ai cinque milioni e un obbligo di riscatto fissato a venticinque. È il tipo di operazione che merita una domanda precisa: cosa si compra, esattamente, con un attaccante così.
Il profilo in sintesi
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Giocatore | Mateo Pellegrino Casalanguila |
| Nato il | 22 ottobre 2001 (24 anni) |
| Luogo di nascita | Valencia, Spagna |
| Nazionalità sportiva | Argentina |
| Ruolo | Centravanti |
| Altezza | 1,92 m |
| Piede | Sinistro |
| Club | Parma (dal febbraio 2025) |
| Serie A 2025-26 | 37 presenze, 9 gol, 1 assist |
Da dove arriva
Il cognome pesa: è il figlio di Mauricio Pellegrino, ex difensore del Valencia e del Liverpool, poi allenatore, e la nascita in Spagna si spiega con la carriera del padre. La formazione calcistica però è argentina: settore giovanile e prima squadra del Vélez Sarsfield, poi due prestiti interni all’Estudiantes e al Platense.
Il trasferimento al Parma arriva nel febbraio 2025, a stagione in corso. Nella prima mezza annata italiana i gol sono pochi, tre in Serie A, ma è un normale tempo di adattamento per un ventitreenne al primo campionato europeo. La stagione piena è quella successiva, ed è quella che ha convinto la Fiorentina.
Cosa dicono i numeri
Trentasette presenze e nove gol non fanno un bomber, e infatti il punto non è quello. È il modo in cui quei gol nascono.
Sei delle nove reti stagionali sono arrivate di testa: è il primo giocatore del Parma dal 2004-05 a superare i cinque colpi di testa in una singola stagione di Serie A. Allargando il conto a tutta la sua esperienza nella massima serie italiana, otto gol su dodici sono arrivati con la testa, una percentuale che nel calcio contemporaneo è un’anomalia statistica.
Il resto del profilo conferma il quadro: è il giocatore che ha ingaggiato il maggior numero di duelli aerei dell’intera Serie A, con oltre cento palloni vinti in quel fondamentale e una percentuale di successo intorno al quarantacinque per cento. Settantatré tiri, ventidue dei quali nello specchio, per un valore di gol attesi vicino agli otto e mezzo: ha segnato più o meno quanto le occasioni che ha prodotto suggerivano.
Cosa sa fare, e cosa no
Pellegrino è un centravanti d’area nel senso più letterale del termine. Attacca il primo palo sui cross, difende palla di corpo, tiene la posizione contro i centrali e vince i contrasti alti. Non è un rifinitore e non è un giocatore da campo aperto: un assist in trentasette partite dice che il suo apporto alla manovra è di sponda, non di ultimo passaggio.
Il tema tattico è di conseguenza semplice da leggere. Un attaccante con queste caratteristiche rende in una squadra che accetta di attaccare anche per vie laterali, che mette cross e che gioca le seconde palle. In una squadra che costruisce in modo stretto e cerca l’attaccante nello spazio alle spalle della difesa, un profilo del genere resta fuori dal gioco per lunghi tratti.
Il prezzo e la domanda aperta
Venticinque milioni di obbligo, se le cifre riportate saranno confermate, sono la valutazione di un potenziale, non di un rendimento: nove gol in una stagione di Serie A non valgono quella somma, la prospettiva di un ventiquattrenne che li ha segnati in una squadra di metà classifica può valerla.
La domanda vera è se la Fiorentina lo userà per quello che è o proverà a trasformarlo. Perché un centravanti aereo che gioca in un attacco costruito per altri principi non diventa un attaccante diverso: diventa un attaccante inutilizzato, e la differenza tra le due cose la si scopre a novembre.
Dati e informazioni raccolti da fonti pubbliche: comunicazioni ufficiali dei club, Wikipedia, portali statistici e stampa sportiva italiana. Le cifre del trasferimento sono indiscrezioni giornalistiche e vanno lette come stime.
Domande frequenti
Chi è Mateo Pellegrino?
Un centravanti argentino nato il 22 ottobre 2001 a Valencia, in Spagna. È alto 1,92 metri, calcia di sinistro ed è figlio di Mauricio Pellegrino, ex difensore e allenatore. Gioca nel Parma dal febbraio 2025.
Che numeri ha fatto nella stagione 2025-26?
Trentasette presenze in Serie A con nove gol e un assist, quasi tremila minuti giocati, settantatré tiri di cui ventidue nello specchio.
Perché viene definito un attaccante aereo?
Perché sei dei suoi nove gol stagionali sono arrivati di testa ed è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei nell'intera Serie A, con oltre cento palloni vinti in quel fondamentale.
Alle cifre di quale trasferimento si fa riferimento?
La stampa riferisce di un prestito oneroso intorno ai cinque milioni con obbligo di riscatto fissato a venticinque, e di un contratto quinquennale con la Fiorentina. Sono indiscrezioni giornalistiche, non dati contrattuali ufficiali.
Che tipo di squadra gli serve?
Una squadra che accetti di giocare anche sopra la linea di pressione, con cross e seconde palle. In un attacco che vive di combinazioni strette e uno contro uno nello spazio, il suo repertorio migliore resterebbe inutilizzato.