Il Tottenham ha chiuso il campionato 2025-26 al diciassettesimo posto con 41 punti, due sopra la zona retrocessione, e ha aperto l’estate spendendo la cifra più alta della sua storia. In mezzo c’è l’arrivo di Roberto De Zerbi, terzo allenatore di quella stagione, con un contratto di cinque anni e un mandato che va oltre la panchina. Il risultato è una squadra che alla prima giornata del 2026-27 scenderà in campo con una spina dorsale rifatta quasi per intero.
Il quadro in numeri
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Posizione 2025-26 | Diciassettesimo, 41 punti |
| Margine sulla retrocessione | Due punti sul West Ham, diciottesimo con 39 |
| Allenatore | Roberto De Zerbi, contratto quinquennale |
| Acquisti principali | Sandro Tonali, Mateus Fernandes, Jan Paul van Hecke |
| Svincolati | Andy Robertson, Marcos Senesi, Martin Dúbravka |
| Spesa riportata | Fra 229 e 237 milioni di sterline |
| Precedente record del club | 225 milioni, estate 2023 |
| Cessioni principali | Cristian Romero, Djed Spence, Luka Vušković |
Che cosa è successo prima
Vale la pena ricordare da dove si parte, perché la cifra spesa da sola racconta una storia sbagliata. Il Tottenham non è una squadra ambiziosa che ha alzato l’asticella: è una squadra che a marzo era a un punto dalla zona retrocessione e che nel 2026 non aveva ancora vinto una partita di campionato.
De Zerbi è arrivato in quel momento, in una stagione già entrata in emergenza, con il compito dichiarato di salvare la categoria e la promessa di ricostruire dopo. La salvezza è arrivata per due punti. La ricostruzione è quello che si sta vedendo adesso.
Questo cambia il modo in cui va letta la finestra. Non è un club che aggiunge pezzi a un impianto funzionante, è un club che sostituisce l’impianto.
Che cosa cambia in campo
Guardando i ruoli, l’intervento tocca le tre zone centrali del campo, quelle da cui passa la struttura di una squadra.
In mezzo arrivano Sandro Tonali dal Newcastle, per la cifra riportata come record del club, e Mateus Fernandes dal West Ham, ventuno anni, con una sola stagione di Premier League alle spalle chiusa dalla retrocessione della sua squadra. Sono due centrocampisti diversi: uno con una carriera già formata e un ruolo definito, l’altro un investimento sul potenziale.
In difesa arriva Jan Paul van Hecke dal Brighton, insieme a Marcos Senesi dal Bournemouth a parametro zero, mentre Cristian Romero è andato all’Atlético Madrid e Luka Vušković al Brighton. La coppia centrale, cioè il punto da cui parte ogni costruzione dal basso, è nuova.
Sulla fascia sinistra arriva Andy Robertson dal Liverpool, trentadue anni e un curriculum di titolarità in una squadra abituata a dominare il possesso. In porta si aggiunge Martin Dúbravka, trentasette anni, mentre Guglielmo Vicario è andato in prestito alla Juventus.
Il problema che i soldi non risolvono
Il calcio di De Zerbi ha una richiesta riconoscibile: costruire dal basso accettando il rischio, attirare la pressione avversaria e uscirne con il passaggio giusto al momento giusto. È un modello che non chiede solo giocatori tecnici, chiede giocatori sincronizzati.
Qui sta il punto vero della finestra. La qualità di una squadra si compra, la coordinazione no. Quando il portiere apre verso il centrale, il centrale deve sapere in anticipo dove sarà il mediano, e il mediano deve sapere se il terzino sale o resta. Sono decisioni prese in meno di un secondo, e si prendono bene solo quando i movimenti dei compagni sono prevedibili.
Una squadra che cambia due centrali, un terzino, due centrocampisti e il portiere di riserva nella stessa estate ha alzato la qualità media e abbassato la prevedibilità interna. Nelle prime settimane il secondo effetto pesa più del primo, e si vede soprattutto in due momenti: le uscite palla sotto pressione e la copertura preventiva quando la palla si perde in avanti.
Perché gli svincolati esperti sono il contrappeso
C’è una logica nella parte meno spettacolare del mercato. Robertson, Senesi e Dúbravka arrivano senza costo di cartellino e con un tratto in comune: sanno già cosa succede in una partita di Premier League a novembre.
In una rosa ribaltata, questi profili hanno una funzione che non compare nelle statistiche: riducono la varianza. Un giocatore che ha giocato duecento partite in quel campionato sbaglia meno decisioni sotto pressione, e in una squadra che deve ancora trovare i propri automatismi ogni decisione sbagliata costa il doppio.
È anche il motivo per cui una ricostruzione fatta solo di giovani costosi è più rischiosa di una che alterna investimento e mestiere. Il Tottenham ha scelto la seconda strada, almeno sulla carta.
Che cosa guardare nelle prime giornate
Il metro di giudizio corretto, in una situazione così, non è la classifica di settembre. Sono tre cose osservabili partita per partita.
La prima è quante volte la squadra riesce a uscire dalla propria area con il passaggio corto invece di allungare. È l’indicatore diretto di quanto i nuovi si fidano dei nuovi.
La seconda è la distanza fra i due centrali quando la squadra ha palla: due difensori che si sono appena conosciuti tendono a stare più vicini del necessario, perché la vicinanza compensa la mancanza di comunicazione.
La terza è il numero di gol subiti nei primi quindici minuti dei secondi tempi, quando le correzioni dell’intervallo dovrebbero essersi depositate. È lì che si misura quanto in fretta un gruppo nuovo assorbe le istruzioni.
Il Tottenham ha speso come una squadra da primi posti dopo essersi salvato per due punti. È una scommessa legittima, ma il conto non si chiude ad agosto: si chiude quando i giocatori smettono di pensare a dove devono stare e cominciano semplicemente a starci.
Dati e informazioni raccolti da fonti pubbliche: archivi ufficiali della Premier League, comunicazioni dei club, stampa sportiva britannica e internazionale. Le cifre dei trasferimenti sono quelle riportate dalla stampa specializzata e vanno lette come indicazioni, non come dati contrattuali ufficiali.
Domande frequenti
Come ha chiuso il Tottenham la stagione 2025-26?
Diciassettesimo posto con 41 punti, due in più del West Ham, che è retrocesso da diciottesimo con 39 punti. Insieme al West Ham sono scesi Burnley, diciannovesimo con 22 punti, e Wolverhampton, ventesimo con 20.
Quando è arrivato Roberto De Zerbi al Tottenham?
Nella primavera del 2026, come terzo allenatore stagionale del club dopo l'uscita di Igor Tudor. Ha firmato un contratto di cinque anni e ha ricevuto responsabilità estese sull'area sportiva.
Quanto ha speso il Tottenham in questa finestra?
Le ricostruzioni della stampa britannica indicano un totale fra i 229 e i 237 milioni di sterline, a seconda di come si contano i bonus. Sarebbe il record del club, sopra i 225 milioni dell'estate 2023.
Chi sono gli acquisti principali?
Sandro Tonali dal Newcastle, Mateus Fernandes dal West Ham e Jan Paul van Hecke dal Brighton, più tre svincolati di esperienza: Andy Robertson, Marcos Senesi e Martin Dúbravka.
Perché cambiare tanti titolari insieme è un rischio?
Perché il rendimento di una squadra non dipende solo dalla qualità dei singoli ma dagli automatismi fra di loro, e gli automatismi si costruiscono con il tempo. Una rosa nuova al sessanta per cento parte con una qualità più alta e una coordinazione più bassa.