La Serie C 2026-27 parte il 21 agosto con sessanta squadre divise in tre gironi. Tre di quelle sessanta sono seconde squadre di club professionistici: Juventus Next Gen nel girone A, Atalanta U23 nel girone B, Inter U23 nel girone C. Il cinque per cento. Vale la pena capire cosa fa quel cinque per cento che il resto del sistema ottiene in altro modo, e perché nessuno lo imita.

La mappa

VoceDettaglio
Squadre in Serie C 2026-2760, divise in tre gironi da 20
Inizio campionato21 agosto 2026
Juventus Next GenGirone A
Atalanta U23Girone B
Inter U23Girone C
Milan FuturoRetrocesso in Serie D dopo il 2024-25
Seconde squadre sul totale3 su 60

Cosa fa una seconda squadra che un prestito non fa

La differenza non è il minutaggio. Un giovane in prestito in Serie C gioca esattamente quanto giocherebbe nella seconda squadra del suo club, a volte di più. La differenza è il contesto in cui quei minuti vengono giocati.

Un club che ha una seconda squadra può decidere che entrambe giochino con la stessa struttura, che i principi di pressione siano gli stessi, che i movimenti chiesti a un esterno alto siano identici a quelli chiesti in prima squadra. Il giovane che sale non deve reimparare niente: cambia il livello degli avversari, non il vocabolario.

In prestito succede il contrario. Il giocatore entra in una squadra che ha idee proprie, un allenatore che risponde ai propri risultati e una classifica da difendere. Impara tanto, ma impara altro. E quando torna, torna con automatismi che nel suo club non servono.

Il costo che spiega i numeri

Se il vantaggio è così chiaro, la domanda è perché soltanto tre club su sessanta lo abbiano scelto. La risposta è che la seconda squadra è una struttura, non una decisione. Serve l’iscrizione a un campionato professionistico, uno staff tecnico e medico completo, un impianto omologato, una segreteria, trasferte per una stagione intera.

A fronte di questo non c’è nessun ritorno economico diretto: la seconda squadra non genera diritti televisivi rilevanti, non riempie stadi, non vende maglie. Il ritorno è di sviluppo e arriva tre o quattro anni dopo, sotto forma di un giocatore che debutta pronto oppure di una plusvalenza. È esattamente il tipo di investimento che un bilancio in equilibrio precario non permette.

Il caso del Milan Futuro, retrocesso in Serie D al termine della stagione 2024-25, mostra anche l’altro rischio: la seconda squadra gioca un campionato vero, con promozioni e retrocessioni vere, e può perderlo. Quando succede, l’intero strumento perde la sua ragione, perché il livello a cui espone i giovani si abbassa.

Un mercato che compra per la seconda squadra

C’è un effetto meno visibile e più interessante: chi possiede una seconda squadra ha una destinazione in più sul mercato. Il 17 agosto 2026 è stato riportato un primo contatto dell’Atalanta per Charlie Rosenqvist, attaccante classe 2007 del Kalmar, indicato come possibile rinforzo per l’Under 23. È una fase esplorativa e va letta per quello che è, non come una trattativa avviata.

Il punto però è strutturale. Un club senza seconda squadra che vuole un diciannovenne straniero ha due strade: metterlo in prima squadra, dove non giocherà, o comprarlo e girarlo subito altrove, dove crescerà secondo i metodi di qualcun altro. Un club con la seconda squadra ha una terza opzione, e quella terza opzione allarga il bacino dei giocatori che può permettersi di prendere.

Il percorso visto dal basso

Vale la pena guardare come funziona nella vita di un singolo giocatore. Mattia Liberali, oggi al Como, ha fatto 8 presenze di campionato con il Milan Futuro nel 2024-25, con altre 2 in coppa e un gol, prima di andare a giocare 29 partite di campionato a Catanzaro. Ha usato entrambi gli strumenti, nell’ordine in cui hanno senso: prima il contesto protetto dove si impara il mestiere, poi il campionato vero dove si verifica se lo si è imparato.

È questa la funzione corretta della seconda squadra. Non è un’alternativa al prestito, è il gradino che lo precede. Il problema del sistema italiano non è che i prestiti siano troppi: è che quel gradino esiste soltanto per tre club su sessanta, e tutti gli altri devono saltarlo.

Cosa guardare quest’anno

Il campionato di Serie C che comincia il 21 agosto offre un banco di prova su tre gironi diversi. Le cose da osservare non sono i punti in classifica delle tre seconde squadre, che contano poco. Sono altre: quanti dei loro giocatori vengono aggregati alla prima squadra durante la stagione, a che età, e quanti di quelli che scendono dalla prima squadra tornano su avendo giocato davvero.

Se quei numeri restano bassi, la seconda squadra sta funzionando come un parcheggio costoso. Se salgono, tre club su sessanta stanno costruendo un vantaggio che gli altri, semplicemente, non hanno il modo di comprare sul mercato.

Dati e informazioni raccolti da fonti pubbliche: comunicazioni ufficiali sui gironi di Serie C 2026-27, Wikipedia, stampa sportiva italiana. Le indicazioni di mercato citate sono indiscrezioni e non trattative confermate dai club.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Quante seconde squadre ci sono in Serie C 2026-27?

Tre su sessanta: Juventus Next Gen nel girone A, Atalanta U23 nel girone B e Inter U23 nel girone C. Il campionato è composto da 60 squadre divise in tre gironi da 20 e comincia il 21 agosto 2026.

Cosa è successo al Milan Futuro?

È retrocesso in Serie D al termine della stagione 2024-25 e non figura tra le seconde squadre della Serie C 2026-27.

Che differenza c'è tra la seconda squadra e il prestito?

Nella seconda squadra il giocatore resta dentro i metodi, il linguaggio e i principi di gioco del club che lo possiede. In prestito acquisisce minuti in un contesto competitivo che però ha idee, richieste e priorità diverse, e che gioca per i propri obiettivi di classifica.

Perché così pochi club hanno una seconda squadra?

Perché costa. Serve un'iscrizione a un campionato professionistico, uno staff completo, un impianto e una struttura organizzativa, a fronte di un ritorno che non è economico ma di sviluppo, e che arriva anni dopo.

Le seconde squadre comprano giocatori dall'estero?

Può accadere. Il 17 agosto 2026 è stato riportato un primo contatto dell'Atalanta per Charlie Rosenqvist, attaccante classe 2007 del Kalmar, indicato come possibile rinforzo per l'Under 23. Si tratta però di una fase esplorativa, non di una trattativa definita.